Fenice Experience

La vedete spuntare nel fondo di una stradina, circondata da altre abitazioni. Un tempo questa zona di Gragnano era ricca di verde e di vegetazione. E si dice, ma è qualcosa di più di una semplice leggenda, che questa parte della «Città della Pasta» abbia ospitato, più di duemila anni fa, resti di favolose fattorie e residenze romane, a due passi dal sito archeologico di Stabiae.

In questa parte di Gragnano, ancora immersa nel verde e lontana dalla frenesia del centro, il pizzaiolo Vincenzo Schettino ha creato la sua pizzeria. Già il nome della sua attività rimanda espressamente a questo passato così antico e affascinante: La Fenice. L’uccello del mito capace di rinascere dalle proprie ceneri. 

Da altre e diverse ceneri, quelle della legna accuratamente selezionata dallo stesso Schettino, prende vita una pizza di livello assoluto. Non c’è solo la cottura a renderla speciale, ovviamente. Ma un lungo studio e un’approfondita conoscenza delle tecniche di lievitazione e delle farine che Vincenzo ha appreso durante gli anni della gavetta. 

A vederlo Vincenzo è un omone, guance rubizze, sempre di buonumore. Un ragazzo che con la sua compagna Laura ha voluto fare una scommessa: trapiantare a Gragnano, patria dell’enogastronomia, i semi di un’esperienza gustativa diversa.

Un coinvolgimento dei sensi che si fonda su prodotti di primissima qualità e allo stesso tempo sulla ricerca continua e costante di colori e umori.

Perché il buon cibo, come ama dire il pizzaiolo Schettino, è il risultato di sperimentazione e armonia tra i vari elementi.

A proposito di colore è proprio questo aspetto a colpirvi non appena siete dentro questa pizzeria. Una carezza calda che vi dà il benvenuto alla sala che sembra essere un omaggio al mare. Pareti dipinte di blu, tavolini eleganti e romantici, e la cura per i dettagli posta in ogni cosa. Tuttavia Vincenzo e Laura non si sono limitati alla pizza – che è possibile gustare al tavolo o nella forma da asporto –; hanno ampliato l’esperienza del gusto per il cliente inserendo un menù dedicato prettamente al food.

Un menù dentro il quale trovate panini gourmet – che conciliano i temi classici della tradizione anglosassone con i prodotti doc del territorio –  e una vasta selezione di birre artigianali. Qualità rigorosamente garantita. 

«La Fenice» è una piccola realtà. Una realtà giovane e fatta da giovane. E, cosa più importante, con idee giovani. Tuttavia, nell’intenzione dei suoi titolari, «La Fenice» non vuole aggiungersi all’elenco delle grandi attività ristorative.

Quello a cui Vincenzo e Laura puntano è altro: trasmettere attraverso il cibo la gioia per le piccole cose. Queio momenti, intimi e discreti, che rendono la nostra vita qualcosa di indimenticabile. 

Sebbene il loro progetto non abbia ancora compiuto un anno, si può dire che «La Fenice» è senza alcun dubbio sulla strada giusta. 

Pubblicato da Angelo Mascolo

Sono archeologo, giornalista e scrittore. Ho collaborato per i quotidiani «Roma», «Metropolis» e «Il Mattino». Dal 2013 scrivo per «Il Gazzettino Vesuviano». Redattore della rivista «Agorà», organo ufficiale di «Archeoclub d'Italia Onlus». Racconto storie perché è l’unica cosa che so fare. Nel 2016 il mio romanzo ambientato a Castellammare si è classificato secondo al Premio Letterario RAI «La Giara». A novembre 2017 è uscito «La primavera cade a novembre», giallo edito dalla casa editrice Homo Scrivens, arrivato alla seconda ristampa, che ha ottenuto diversi riconoscimenti a livello nazionale.

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