Per ripartire, via i pregiudizi

Ho letto negli ultimi giorni un libro. 


Si intitola «Gli altri» di Aisha Cerami, figlia di Vincenzo Cerami, scrittore e sceneggiatore. Raccontatore di storie, come amava definirsi, che ha firmato sceneggiature di film storici come «Un borghese piccolo piccolo» con Alberto Sordi e «La vita è bella», pellicola Oscar di Roberto Benigni. 

Questo libro è dedicato ai pregiudizi. Tutto ciò, in pratica, che riposa nella nostra anima e che si scatena ogni volta che il nostro quotidiano viene sconvolto da qualcosa di esterno. Nello specifico, il libro è la storia di un condominio, in apparenza normale, su cui piomba una nuova famiglia. Nulla di strano se non per il fatto che questa venuta porta a galla, in un crescendo di tensione, rancori, ipocrisie, rimpianti e violenze. 

Non vi svelo il finale, ovviamente. Ho ritenuto che fosse però importante parlarvi di questo libro non tanto perché volessi fare una recensione, quanto per la sua importanza sociologica. Perché anche il più evoluto tra noi ha pregiudizi. Qualcosa che gli fa storcere il naso, qualcosa che giudica o conosce solo superficialmente. 

Non intendo tornare sul tema Covid di cui ho ampiamente parlato in queste settimane. 

Il punto è che il Covid ha dato la stura a tutte le nostre paure latenti. 

Vi faccio un esempio. Non appena si diffuse la notizia del virus, centinaia di persone – molte delle quali conosco personalmente – hanno iniziato a disertare i negozi e gli empori cinesi. 

A nulla è servito spiegare a queste persone che quegli imprenditori cinesi fossero residenti in Italia da anni, e sicuramente prima del virus. Una paura folle, irrazionale e bestiale, ha portato a disertare queste attività che erano in ginocchio prima ancora del lockdown. 

Vi risparmio poi tutto ciò che abbiamo sentito – con una profusione di fake news – sull’origine di questo virus. Audio whatsapp e presunte teorie complottiste secondo le quali all’origine della pandemia ci sarebbe stato un medico cinese che avrebbe liberato il virus favorendo il contagio. Senza dimenticare la circostanza, a cui molti tuttora danno credito, seconda la quale questo virus sarebbe frutto della vendetta americana ai danni di Italia e Cina per la firma de «La via della Seta». 

Insomma, se ne sono sentite di ogni. Il problema non sono le fake news ma l’atteggiamento psicologico che esse celano. La paura, la fragilità. E il pregiudizio, appunto. 

Mi chiedo, ad emergenza finita, quali e quanti saranno i pregiudizi che continueremo a coltivare. Ieri erano i cinesi e i loro prodotti, domani cosa sarà? Il business sulle mascherine, di cui già si parla, e che vedrebbe coinvolti farmacie e regioni? Oppure, cosa ancora più inquietante, i pregiudizi riguarderanno le persone? Quelle che hanno avuto la sfortuna di ammalarsi ma alle quali faremo pagare il fatto di essere sopravvissute? O ancora: rinfocoleremo il pregiudizio verso il Nord, o verso il Sud per converso, con questo inutile e livido battibeccare sui primati di una sanità sull’altra? 

A me tutto questo spaventa e per un motivo pratico. Perché quando verrà decretata la fine dell’emergenza a noi non serviranno i pregiudizi, che allontanano e dividono per antonomasia. Avremo bisogno di solidarietà, unità. E quindi sensibilità e cultura per «Gli altri», come titola il libro della Cerami. L’altro da intendersi come una risorsa per ripartire e non un pretesto per dare sfogo alle nostre paure più profonde. 

Pubblicato da Angelo Mascolo

Sono archeologo, giornalista e scrittore. Ho collaborato per i quotidiani «Roma», «Metropolis» e «Il Mattino». Dal 2013 scrivo per «Il Gazzettino Vesuviano». Redattore della rivista «Agorà», organo ufficiale di «Archeoclub d'Italia Onlus». Racconto storie perché è l’unica cosa che so fare. Nel 2016 il mio romanzo ambientato a Castellammare si è classificato secondo al Premio Letterario RAI «La Giara». A novembre 2017 è uscito «La primavera cade a novembre», giallo edito dalla casa editrice Homo Scrivens, arrivato alla seconda ristampa, che ha ottenuto diversi riconoscimenti a livello nazionale.

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